Asolo Art Film Festival

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Scomposizione verticale. Tormenti, paure e immagini si accostano sfasati, raccontando ciò
che
provava davanti al cinematografo Eleonora Duse, tra le più grandi attrici tra Ottocento e Novecento. A lei è dedicata l’edizione 2019 dell’Asolo Film Festival. A lei il compito di praticare un taglio netto nella tradizione della storica rassegna di film dedicati all’arte. Ed essere protagonista di un rinnovamento totale. Frammentazione, alterazioni cromatiche, movimenti sincronici.
Il volto di Eleonora Duse disegna identità visiva, catalogo, allestimenti interni ed esterni del Festival. Un design che si moltiplica in tutta la città e nel bianco scolpisce una frase:
il cinematografo mi fa paura.

Scomposizione verticale. Tormenti, paure e immagini si accostano sfasati, raccontando ciò che provava davanti al cinematografo Eleonora Duse, tra le più grandi attrici tra Ottocento e Novecento.
A lei è dedicata l’edizione 2019 dell’Asolo Film Festival. A lei il compito di praticare un taglio netto nella tradizione della storica rassegna di film dedicati all’arte. Ed essere protagonista di un rinnovamento totale. Frammentazione, alterazioni cromatiche, movimenti sincronici.
Il volto di Eleonora Duse disegna identità visiva, catalogo, allestimenti interni ed esterni del Festival. Un design che si moltiplica in tutta la città e nel bianco scolpisce una frase: il cinematografo mi fa paura.

Scomposizione verticale. Tormenti, paure e immagini si accostano sfasati, raccontando ciò che provava davanti al cinematografo Eleonora Duse, tra le più grandi attrici tra Ottocento e Novecento. A lei è dedicata l’edizione 2019 dell’Asolo Film Festival. A lei il compito di praticare un taglio netto nella tradizione della storica rassegna di film dedicati all’arte. Ed essere protagonista di un rinnovamento totale. Frammentazione, alterazioni cromatiche, movimenti sincronici. Il volto di Eleonora Duse disegna identità visiva, catalogo, allestimenti interni ed esterni del Festival.
Un design che si moltiplica in tutta la città e nel bianco scolpisce una frase: il cinematografo mi fa paura.

Scomposizione verticale. Tormenti, paure e immagini si accostano sfasati, raccontando
ciò che provava davanti al cinematografo Eleonora Duse, tra le più grandi attrici tra Ottocento
e Novecento. A lei è dedicata l’edizione 2019 dell’Asolo Film Festival. A lei il compito di praticare un taglio netto nella tradizione della storica rassegna di film dedicati all’arte.
Ed essere protagonista di un rinnovamento totale. Frammentazione, alterazioni cromatiche, movimenti sincronici. Il volto di Eleonora Duse disegna identità visiva, catalogo, allestimenti interni ed esterni del Festival. Un design che si moltiplica in tutta la città e nel bianco scolpisce una frase: il cinematografo mi fa paura.

Scomposizione verticale. Tormenti, paure e immagini si accostano sfasati, raccontando ciò che provava davanti al cinematografo Eleonora Duse, tra le più grandi attrici tra Ottocento e Novecento. A lei è dedicata l’edizione 2019 dell’Asolo Film Festival. A lei il compito di praticare un taglio netto nella tradizione della storica rassegna di film dedicati all’arte. Ed essere protagonista di un rinnovamento totale. Frammentazione, alterazioni cromatiche, movimenti sincronici. Il volto di Eleonora Duse disegna identità visiva, catalogo, allestimenti interni ed esterni del Festival. Un design che si moltiplica in tutta la città e nel bianco scolpisce una frase: il cinematografo mi fa paura.

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